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NTF: quali prospettive?

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NTF quali prospettive?

Qualche tempo fa abbiamo parlato della novità che si sta affacciando sul mercato dell’arte: gli NFT, ossia i certificati digitali collegati alle block chain, che impediscono a chiunque di falsificare un passaggio sia esso economico o documentario, di una transazione, cristallizzando di fatto la storia di un oggetto e la sua evoluzione attraverso il tempo.

Come gli esperti ci hanno fatto notare, questo strumento di fatto dovrebbe proteggere nel mondo dell’arte i creatori dell’opera mantenendo all’infinito i diritti di autore e i diritti di passaggio ossia i “diritto di seguito” che un artista spesso e volentieri non vede mai riconosciuti sulle sue opere.

Nell’articolo precedente si analizzava quali problematiche avrebbero affrontato le Gallerie d’Arte e se questo nuovo sistema, che ricordiamo coinvolge soprattutto le opere digitali, potesse dare nuovi sbocchi al mercato. Specialmente in questo ultimo anno e mezzo, soprattutto a causa della pandemia, milioni di persone hanno trasferito la loro passione sull’arte dalle strutture fisiche a internet.

Ora vediamo un altro aspetto che sta imponendosi all’attenzione degli esperti del mondo dell’arte, ma anche del mondo della finanza, ossia la capacità che un NFT venga “rubato” proprio all’atto della sua costruzione. In effetti la prima sensazione che si prova nel parlare di questi NFT è quella di aver scoperto “l’arma finale” con cui gli artisti si possono imporre nel mercato. Ora, con una più attenta visione, si scopre come sia altrettanto facile prendere un documento digitale e certificarlo senza esserne il creatore, sottraendo di fatto, e senza possibilità di tornare sui propri passi, la paternità a chi effettivamente aveva creato quell’opera digitale, qualunque essa sia.

Si stanno cercando soluzioni, tipo quelle di vietare che l’opera sia in qualsiasi modo presentata nella rete prima di essere certificata, offrendo di fatto una garanzia al compratore che nessuno ha potuto fare nulla prima. Ma è ancora una soluzione molto limitata e, per un’opera digitale, significherebbe poter essere presentata solo in un’esposizione, non collegata alla rete e fondamentalmente non divulgabile. Dunque, si perderebbe il bello dell’opera digitale e della creatività ad essa legata.

Il mercato dell’arte, dopo i fuochi d’artificio di marzo, ha nel frattempo ridimensionato parecchio le quotazioni e questo servirà almeno nel medio periodo a dare il tempo agli esperti di studiare soluzioni che mettano al riparo i veri creatori e al contempo i collezionisti, che in definitiva sono i bersagli a cui mirano i pirati degli NFT.

Artnuances Gallery segue con attenzione la questione e vi aggiorna in tempo reale sugli avvenimenti.

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