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Walter Capezzali

Il sacrificio di Ifigenia

Artist: Walter Capezzali (Italy)

Title: Iphigenia’s sacrifice

Date: 2014

Medium: Carta

Dimension (cm):

L 42,5

x

H 52,5

x

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“Iphigenia”, è un’opera di Walter Capezzali.

Ifigenia. Un gigantesco bunker, abbandonato e allagato. È in atto un rituale arcano e terribile. Ifigenia è la vittima sacrificale, perché le navi devono salpare per Troia! All’interno dell’acqua stagnante, lentamente, il simulacro della dea Atena, dispensatrice di giustizia, sta calando.
Il termine proteleia indicava la data in cui le vergini dovevano recarsi all’Acropoli, accompagnate dai genitori. Lì celebrano un sacrificio alla dea Artemide (o ad altre divinità femminili). In generale, è successo in vista del loro matrimonio. Infatti, con lo stesso termine, Euripide traduce solo il rito sacrificale. Il sacrificio spesso consisteva in un oggetto personale, un giocattolo o una ciocca di capelli, che rappresentano l’infanzia lasciata alle spalle.

Il parallelismo con il mito di Ifigenia è evidente. Ifigenia è una figlia obbediente, disposta a sacrificarsi secondo i desideri di suo padre. Intanto è anche sacerdotessa di un culto che segue durante le fasi della crescita tutte le ragazze devote figlie, donne, mamme e spose.

L’interpretazione dell’artista

Il mito della ragazza che rimane vergine si riflette in “Ifigenia”, anche se il tentativo di ucciderla. Il sacrificio significa la morte della ragazza in favore della donna adulta, matura e quindi pronta per essere sposata con un uomo. Anche la figura paterna che si confonde con quella del sacrificante è importante. La ragazza non è più sotto la tutela del padre, a favore del marito. Partecipando al sacrificio, il padre accetta questa condizione.

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